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Castello di Santa Severa: apertura a  Pasqua e Pasquetta con  percorsi di visita e con la mostra Via Crucis

Il Castello di Santa Severa, è uno dei luoghi più suggestivi del territorio laziale, con un patrimonio di inestimabile valore sia storico che culturale. Durante le festività pasquali, domenica 1 e lunedì 2,  complice l’arrivo della primavera,  il Castello “ baciato dal mare” sarà aperto al pubblico dalle ore 10 fino alle 19, mentre resterà chiuso martedì 3 aprile.  I visitatori potranno scegliere  tre percorsi di visita per scoprire  la  sua storia,  le sue  vestigia e le sue  bellezze. Con il  Percorso Medievale si potrà passeggiare per il Borgo, partendo dal Cortile della Guardia e delle Barrozze  per raggiungere la Chiesa dell’Assunta, proseguendo con la visita al Battistero, alla Piazza della Rocca, agli Scavi Chiesa Paleocristiana, alla  Casa del Nostromo fino al  Museo della Rocca. Il Percorso Torre Saracena prevede una speciale visita accompagnata alla imponente fortificazione cilindrica, il “Maschio”, anticamente chiamata “La Torre del Castello”, che fu fatta costruire a metà del IX secolo da papa Leone X  e, infine, il Percorso Archeologico con visita al Museo del Mare e della Navigazione Antica,  all’ Antiquarium e scavi di Pyrgi, alle mura poligonali. Il percorso si conclude con la vista di Pyrgi sommersa dal grande giardino o ex palmeto del Castello. Il porto di Pyrgi  fu costruito nel VII sec. A. C. come sbocco sul mare della potente Caere ( Cerveteri) lontana 13 km e fu  tra i più importanti scali marittimi di tutta l’Etruria.

Inoltre compreso nel biglietto di ingresso si potrà visitare la grande installazione esterna  della mostra ‘VIA’ sul piazzale della chiesa e nella piazza della Rocca e  quella interna alla Sala Pyrgi  ‘VIA CRUCIS’. La mostra realizzata su iniziativa di Coopculture  sarà visitabile fino al 15 aprile  ed è  organizzata  in collaborazione con Regione Lazio, LAZIOcrea, Mibact e Comune di Santa Marinella.

Gli scatti fotografici di Guido  Orsini rivelano i diversi momenti e le condizioni di un lungo viaggio ‘via’ mare dei migranti, così che storie visive descrivono il travaglio di un distacco e la speranza suprema che lo accompagna: “sopravvivere” con la speranza della più potente delle promesse “Tornare a Casa” . Il cordoglio è nell’abbandono degli affetti, dei colori, delle arti e dei mestieri, i materiali e gli strumenti; dei paesaggi e dei panorami costruiti da generazioni di uomini e  l’abbandono delle radici della propria storia.