La via Francigena del sud

 

Le Vie Francigene nel Sud uniscono l’Occidente all’Oriente, il cristianesimo al paganesimo, l’Età Antica al Medio Evo. Un itinerario trasversale, tra basolati romani ed antichi tratturi, templi pagani, imponenti cattedrali e santuari cristiani, dolci panorami collinari e aspri passaggi montani.
Nata nel 2019, con un accordo ratificato a bari, la Francigena del Sud, che da Roma corre verso sud fino a Terracina per poi dirigersi verso l’interno della Penisola passando per Teano, Alife, Benevento e a Troia offre due possibilità: o dirigersi verso il Gargano e Monte Sant’Angelo oppure puntare subito verso Bari. Infine Brindisi, Otranto e Leuca, la Finibus Terrae che richiama la Finisterre del Cammino di Santiago. In tutto circa 900 km da percorrere in oltre un mese di cammino e da seguire con la guida ufficiale attesa per il 2020.

La Via FrancigenaFranchigenaFrancisca o Romea, è parte di un fascio di vie, dette anche vie romee, che dall’Europa occidentale, in particolare dalla Francia, conducevano nel Sud Europa fino a Roma e di qui proseguivano verso la Puglia, dove vi erano i porti d’imbarco per la Terrasanta, meta dei pellegrini e dei crociati.

Da Roma il percorso seguiva per un lungo tratto la via Appia o la parallela via Latina fino a Benevento. Da tale città si imboccava la via Traiana (o via Appia Traiana) risalendo l’Appennino campano fino al valico di San Vito ove sorgeva il castello di Crepacuore, una fortezza tenuta dai cavalieri Gerosolimitani al fine di garantire la sicurezza ai pellegrini lungo il tratto appenninico. La via giungeva quindi a Troia, nell’alta pianura del Tavoliere delle Puglie, da cui era possibile recarsi al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano o, in alternativa, si poteva proseguire lungo la stessa via Appia Traiana verso Bari, Brindisi e Otranto, i principali porti d’imbarco per la Terrasanta.

Il pellegrinaggio a Roma, in visita alla tomba dell’apostolo Pietro, era nel Medioevo una delle tre peregrinationes maiores insieme alla Terra Santa e a Santiago di Compostela. Per questo l’Italia era percorsa continuamente da pellegrini di ogni parte d’Europa. Molti si fermavano a Roma, gli altri scendevano lungo la penisola fino al porto di Brindisi e da lì si imbarcavano per la Terra Santa. I pellegrini provenienti soprattutto dalla terra dei Franchi, in età post carolingia cominciarono a valicare le Alpi ed entrare in Italia.

I primi documenti d’archivio che citano l’esistenza della Via Francigena, risalgono al IX secolo e si riferiscono a un tratto di strada nell’agro di Chiusi, in provincia di Siena: il nome Via Francigena è attestato per la prima volta nell’Actum Clusio, una pergamena risalente al 876 conservata nell’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata. A sud di Roma la via Francigena è attestata per la prima volta a Troia, sulla via Appia Traiana, nel Privilegium Baiulorum Imperialium del 1024.