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di Redazione

8/3/2021 Dopo la segnalazione dei giorni scorsi da parte di un pescatore, che prontamente ha avvertito le autorità competenti, la Soprintendenza ABAP-VT-EM ha potuto recuperare, sulla spiaggia di fronte a Marina di Campo a Cerveteri, una colonna in marmo cipollino. Questo rinvenimento fa seguito a quello di un altro reperto ad essa legato: ovvero quello del relativo capitello di tipo ionico; anch’esso ora al sicuro e al vaglio dei tecnici.

La colonna risale all’epoca romana, con una datazione ancora da verificare, e il suo ritrovamento restituisce un pezzo di questa fase storica del litorale laziale.

Entrambi i reperti fanno parte di una grande struttura a pianta circolare, costituita da un doppio circuito di muri con cortina in laterizio ed elementi in legno ancora ben conservati, di circa 50 metri di diametro. Si tratta, con tutta probabilità, di un padiglione sito lungo la costa e riferibile ad una più ampia struttura semisommersa, sempre di epoca romana, verosimilmente destinata a triclinio estivo o comunque a luogo di svago, posto in corrispondenza di una peschiera per piscicultura o comunque di apprestamenti a mare.

Nelle prossime settimane, il personale tecnico subacqueo della Soprintendenza eseguirà indagini e rilevamenti su tali oggetti per ottenere maggiori informazioni utili a qualificare meglio la loro natura. Non solo. L’intento è riconsegnare presto alla comunità un patrimonio culturale prezioso. Tutto ciò che è stato recuperato verrà, infatti, analizzato, restaurato e restituito successivamente ai cittadini.

E tale operazione è un intervento che non riguarda solo Cerveteri o Campo di Mare, ma anche altre zone del litorale. Pensiamo ad esempio alla palude di Torre Flavia a Ladispoli dove sono peraltro emersi diversi basoli sparpagliati, forse appartenenti a una strada costiera.

“Per i dettagli e le certezze è presto. È ancora tutto da scoprire, ma ormai c’è una linea da seguire che ci è fornita proprio da quelle acque e da quelle coste a cui si era guardato con preoccupazione, soprattutto per l’erosione che tanto toglie da un punto di vista naturalistico portandosi via pezzi di spiaggia. Ora si può osservare con più ottimismo questa realtà. A una perdita fa seguito, infatti, una conquista: le acque restituiscono ciò che ormai era sotto il mare”, fa notare con soddisfazione la funzionaria archeologa della Soprintendenza, Rossella Zaccagnini.

Un fattore e un segnale positivi, un simbolo di ripartenza, di un equilibrio costante che si ripete in natura.  Incredibile quali sorprese possano riservare i fondali.

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