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di  Redazione

Nella foto il Mausoleo di Augusto nel 2019. Ph. Credit Jamie Heath

Da  lunedì 1° marzo 2021, riapre, a Roma, il Mausoleo di Augusto: una notizia attesa da quattordici anni, tanto è il tempo in cui il Mausoleo è stato chiuso per il lungo intervento di restauro che gli ha dato un nuovo volto, e che ha comportato un investimento di oltre 11 milioni di euro. La riapertura, fino al 21 aprile (data del compleanno di Roma), sarà gratis per tutti, dopodiché, fino al 31 dicembre, il sito sarà gratuito per i residenti a Roma, e a pagamento per chi viene da fuori. Si potrà accedere fino al 21 aprile dalle 9 alle 16 (ultimo ingresso alle 15), mentre dal 22 aprile orario 9-19 con ultimo ingresso alle 17:30.

La prima fase dei lavori sul Mausoleo  che ha riguardato il restauro conservativo del monumento antico con un finanziamento esclusivamente pubblico di circa 4 milioni di euro (metà erogati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, metà dal Comune di Roma), è terminata nel 2019.

Il restauro conservativo

Per ridare nuova vita al Mausoleo è stata scelta la tecnica del restauro conservativo. Dei più di 13.000 metri quadri di muri che oggi si vedono, quasi la metà risalgono alla costruzione originaria dell’epoca di Augusto, una parte equivalente è composta invece da strutture che risalgono ai lavori di restauro degli anni 30 del ‘900. Sono presenti anche resti di murature costruite in età medioevale e rinascimentale. Questi muri aggiunti in epoche successive non saranno rimossi, ma saranno a loro volta restaurati, a meno che non siano gravemente pericolanti e in quel caso, metro per metro, verrà deciso se eliminarli fino a trovare la costruzione originale, oppure restaurarli rendendoli sicuri.

Il progetto di restauro prevede due fasi distinte: il consolidamento delle strutture esistenti per renderle sicure e visitabili e la valorizzazione che ne permetterà un nuovo utilizzo.

La seconda fase è stata finanziata con atto di mecenatismo di circa 6 milioni di euro dalla Fondazione TIM e finalizzata alla musealizzazione del monumento. Il primo lotto di questa seconda fase si è concluso e ha previsto la sistemazione di numerose concamerazioni interne e l’avvio dell’allestimento del percorso museale che racconterà la storia del monumento con le varie fasi storiche.

 

La tecnica costruttiva dei Romani

Il lavoro di risistemazione del muro più esterno ha reso visibile la tecnica costruttiva utilizzata nella realizzazione del Mausoleo. I romani non hanno costruito ponteggi, ma utilizzato una strategia differente. Edificavano muri concentrici contemporaneamente per un’altezza di circa 70 centimetri, quindi riempivano di terra lo spazio tra le  murature per tutta l’altezza. Questo strato di terra diventava così il loro nuovo pavimento, circa 70 centimetri più in alto di quello precedente e da questa nuova altezza potevano alzare i muri di altri 70 centimetri. Di questo lavoro a strati sono ben visibili i segni sul muro esterno. Ogni 70 centimetri di altezza, infatti, si può osservare una sottile linea più chiara, dovuta al fatto che sul livello che rappresentava il pavimento di lavoro cadeva materiale più fine e più chiaro della terra usata per riempire l’altezza tra uno strato di lavoro e quello successivo. Anche quando tutta la terra è stata rimossa, sui muri è rimasta questa leggera traccia chiara che ha permesso agli archeologici di capire la tecnica costruttiva e che può ancora essere ammirata lungo la circonferenza esterna.

Le nuove scoperte archeologiche

L’accurato scavo archeologico compiuto prima della ristrutturazione, ha messo in luce come la struttura del Mausoleo fosse con tutta probabilità diversa da quella ipotizzata fino adesso e quindi come doveva apparire a chi lo osservava. Oggi ha la forma di un cono e tutte le ricostruzioni fino a ora lo hanno immaginato tale anche nell’antichità. Gli ultimi studi mostrano invece come questa forma sia dovuta al crollo delle coperture e dei muri più esterni. Si pensa dunque che il Mausoleo dovesse essere simile al Mausoleo di Adriano, nel medioevo trasformato in fortezza e oggi noto come Castel Sant’Angelo. Il Mausoleo di Augusto, molto più grande di quello di Adriano, probabilmente aveva la forma di un imponente cilindro in marmo bianco, elegantemente decorato, sormontato da una colossale statua in bronzo di Augusto, la cui copia in marmo è quasi certamente la statua nota come “Augusto di Prima Porta”. La fase di valorizzazione del monumento prevede anche la realizzazione di nuovi scavi archeologici per lo studio di antiche parti crollate, mai rimosse, dalla cui analisi si spera di chiarire in modo definitivo la struttura originale del monumento.

La piazza circostante

Oggi il Mausoleo è in posizione defilata rispetto alla piazza, poggia su un terreno più basso del livello stradale ed è coperto di piante. Questo lo rende praticamente invisibile. Il Mausoleo deve tornare a far parte della vita cittadina. Per questo l’amministrazione di Roma Capitale ha indetto nel 2006 un concorso internazionale per la valorizzazione non solo del monumento, ma dell’intera piazza, per rendere nuovamente questo luogo uno spazio pubblico che avvicini la vita di oggi alle ricchezze archeologiche della città. Il monumento sarà circondato da una zona pedonale, arricchita da spazi verdi e collegata alle altre strade da larghe scale che metteranno in continuità il livello della città di oggi con il livello della città imperiale; verrà realizzata una passeggiata esterna per ammirare il monumento anche da fuori. La piazza e il monumento torneranno ad essere ciò che hanno sempre rappresentato: l’incontro tra passato e presente che fa di Roma una tra le città più belle al mondo.

Il restauro non è ancora terminato ma la fine del primo lotto della seconda fase dà comunque la possibilità di riaprire il monumento che è chiuso al pubblico dal 2007. Il secondo lotto dei lavori riguarderà la sistemazione del verde sul Mausoleo, il restauro della cella sepolcrale, il completo allestimento del percorso museale all’interno delle concamerazioni. Questo percorso si allinea temporalmente con i lavori di sistemazione della Piazza Augusto Imperatore, avviati a maggio 2020 secondo il progetto vincitore del Concorso internazionale del 2006, vinto dal gruppo dell’architetto Francesco Cellini, che firma dunque il nuovo aspetto della piazza. Con i lavori in corso del primo lotto della piazza (conclusione prevista per dicembre 2021) si prevede il completamento architettonico ed impiantistico della piazza archeologica, delle rampe e del servizio di bar info point. Con i lavori del secondo lotto si vedrà invece il completamento della seconda metà del progetto intorno al Mausoleo. Ora che si sono create le condizioni di allineamento temporale tra i due procedimenti, della piazza e del monumento, risulta essenziale il completamento degli interventi sul Mausoleo con la sistemazione del verde sull’esterno del tamburo e la musealizzazione delle concamerazioni.

L’infopoint e il percorso esterno completeranno il racconto. Il lavoro finale di allestimento museale completo, da realizzarsi con la Fondazione TIM, potrò contare su supporti tecnologici, soluzioni allestitive e modalità di fruizione per il pubblico di assoluto livello tecnico e scientifico. È comunque possibile anticipare a dicembre 2020 la fruizione del monumento rispetto ai termini previsti per il completamento delle opere impiantistiche e di rifinitura degli ambienti destinati alla musealizzazione, secondo le modalità indicate. L’area centrale, infatti, può rimanere accessibile e visitabile in sicurezza anche durante i lavori di ultimazione delle concamerazioni e del cantiere in corso per la sistemazione della Piazza con semplici opere provvisionali. Già da aprile 2021 è previsto l’arricchimento del percorso di visita al pubblico con contenuti digitali, in realtà virtuale e aumentata in collaborazione con la Fondazione TIM, che ha già comunque attivato un’esperienza interattiva sul nuovo sito web del Mausoleo di Augusto.

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