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di Redazione

L’Assessore alla Programmazione economica, Bilancio, Patrimonio e Demanio della Regione Lazio, Alessandra Sartore ha recentemente firmato un  Protocollo  con il Sindaco di Fiumicino  Esterino Montino per mettere a sistema i beni regionali presenti nel Comune  e consentire di portare avanti iniziative di valorizzazione congiunta. È un atto di indirizzo importante che, tra gli altri beni, consente di dare in concessione, al Comune e al Parco Archeologico di Ostia Antica, le Terme di Matidia l’area archeologica appena riqualificata dalla Regione.
Il complesso termale cosiddetto  “di Matidia”, rinvenuto ma non scavato integralmente negli anni ’70, fu in funzione dal II al IV secolo d.C. senza soluzione di continuità, è articolato in un nucleo originario – posto ad ovest – costituito dagli ambienti funzionali (frigidariumtepidarium e calidarium) ed ai sottostanti servizi, e in un ampio vano (definito “salone” dagli scopritori) sul cui lato settentrionale si dispongono tabernae, mentre a sud sono stati individuati impianti di tipo commerciale o artigianale, come suggerisce il rinvenimento di dolii infissi nel terreno (dolia defossa).

Il pavimento del “salone” è decorato in opus sectile geometrico, piuttosto semplice, disposto secondo uno schema di fascioni longitudinali di varia ampiezza, realizzato in prevalenza con marmi di reimpiego. Tale ambiente, che si è ipotizzato fosse coperto da un tetto impostato su capriate lignee, comunicava con gli altri vani, come testimoniano le aperture sui vari lati.

L’ingresso principale era posto sul lato orientale, mentre un ingresso secondario, quasi un corridoio, pavimentato a mosaico con grosse tessere policrome, si apre sul lato settentrionale in direzione del fiume. Accanto a questo è verosimile si sviluppassero almeno altri tre ambienti ancora non scavati. Sempre sul lato settentrionale si trovava quasi certamente l’impianto di sollevamento dell’acqua, del quale rimane la fossa della noria alimentata direttamente dal fiume.

Il lato meridionale doveva essere chiuso, ad eccezione di un piccolo passaggio nell’angolo occidentale che mette in comunicazione con un ambiente irregolare, aggiunto in un secondo momento, che è stato interpretato come apodytherium, ovvero spogliatoio. Il pavimento di tale ambiente è in mosaico bianco e nero con un motivo geometrico che consta di una cornice ad onda ricorrente che racchiude un tappeto rettangolare con un motivo “a coda di pavone”, formato da dischi e pelte nere intrecciati da una fascia bianca serpeggiante spezzata a mo’ di tenaglia.

cit. https://www.ostiaantica.beniculturali.it/it/ostia-racconta/ostia-racconta-le-terme-di-matidia/

 

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