di Redazione

13/04/2023

“La mia è una spontaneità. Non voglio che la gente esca fuori e dica Appignani s’è sfogato, Appignani fa ride, Appignani è un buffone. No! Faccio del teatro è vero, ma è un teatro umano. Se posso dire delle cose ve le vojo dì” (Mario Appignani)

Dal 13 aprile gli spazi espositivi del WeGil di Roma, hub culturale della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea nel quartiere Trastevere, ospitano la mostra fotografica Cavallo Pazzo / Mario Appignani – Frammenti di una Vita Underground curata da Valerio M. Trapasso.

Attraverso l’esposizione di 33 scatti inediti del giornalista e fotografo Andrea Falcon che seguì Cavallo Pazzo per tutto il 1994, la mostra Cavallo Pazzo / Mario Appignani – Frammenti di una Vita Underground intende riscoprire la figura di Mario Appignani e restituire la complessità del personaggio: attivista radicale, indiano metropolitano, invasore di piazze e stadi, sabotatore televisivo, scrittore di denuncia sociale, sodale di Pasolini, outsider picaresco e sentimentale, presenza trasversale nei territori della politica e dell’underground, leader di se stesso ma protagonista dimenticato della vita pubblica italiana, morto a soli 41 anni nel 1996 a Roma.

“Per molti Cavallo Pazzo è stato soltanto il primo e più efficace disturbatore mediatico d’Italia, dal palco di Sanremo alle invasioni di campo negli stadi. Ma la presenza costante di Mario Appignani sulla stampa per 30 anni testimonia un’attività irrefrenabile, una performance permanente dove lo scandalo era non solo cercato e celebrato, ma anche vissuto sulla pelle” (Valerio M. Trapasso)

Dalle foto, a metà tra reportage e pedinamento, emerge l’ironia e la spregiudicatezza di Cavallo Pazzo e l’intensità di momenti quotidiani vissuti da Appignani spogliato del ruolo di sabotatore e performer. Gli scatti di Falcon, all’epoca 24enne, restituiscono la complicità ottenuta sul campo, appresso alle incursioni nei cortei e nei palazzi del potere o nella tregua della comunità di recupero Saman a Borgo Sabotino. Una rincorsa continua nei confronti di un personaggio sfuggente, tra appuntamenti improvvisi, richieste assurde, confessioni private, dimostrazioni di familiarità. Attraverso queste immagini, Cavallo Pazzo sembra scendere per un momento dal palco e sospendere l’eterna corsa.

“Più ci passavo tempo insieme più cercavo di capire chi fosse. Con il rischio di non capirlo mai. Era spontaneo, semplice, alla mano. Raccontava un sacco di cose ma lasciandomi spesso il dubbio se credergli. Molte volte era spiazzante: quando pensavo che l’avesse sparata grossa scoprivo poi che mi aveva svelato una verità oppure accadeva il contrario” (Andrea Falcon)

Oltre alla galleria fotografica, la mostra Cavallo Pazzo / Mario Appignani – Frammenti di una Vita Underground si compone di due interventi dell’artista Leonardo Crudi. Una tela dedicata a Cavallo Pazzo della serie “Novecento dimenticato” con cui Crudi continua la sua personale ricerca sull’immaginario dell’underground romano. Una video installazione ideata dallo stesso artista e dal curatore Valerio M. Trapasso che vuole restituire l’aspetto più visionario di Cavallo Pazzo montando interventi pubblici di Appignani, riprese di Falcon al suo seguito e immagini della sua Roma.

A completare il progetto della mostra Cavallo Pazzo / Mario Appignani – Frammenti di una Vita Underground è il catalogo editoriale curato da Valerio M. Trapasso: 60 pp., 25 immagini, interventi di Filippo Ceccarelli, Valerio M. Trapasso, Andrea Falcon, Stefano Ciavatta, Patrizio Bati, materiali di archivio tra cui documenti, lettere, ritagli.

“Quando Appignani muore a soli 41 anni nel 1996, è il Comune di Roma con Rutelli a farsi carico delle spese del funerale. È il riconoscimento che la città, catalizzatore naturale di esistenze underground e di personalità pubbliche, aveva perso uno dei suoi figli più irrequieti. Ma è anche il segno della trasversalità di Cavallo Pazzo che intercetta la storia d’Italia fin dagli anni Settanta: da Pasolini alla Fallaci, da Bertolucci a D’Alema, da Renato Nicolini a Bettino Craxi” (Valerio M. Trapasso)

Andrea Falcon è fotografo e giornalista professionista che vive a Roma, la città dove è nato nel novembre del 1969. Per la vela e il mare ha seguito Olimpiadi, Coppa America, e campionati del mondo Ha collaborato con i maggiori quotidiani italiani.

Valerio M. Trapasso è autore e documentarista. Ha curato mostre e progetti legati alla fotografia cosiddetta anonima o di famiglia. La società di produzione cinematografica Groenlandia sta curando lo sviluppo di un suo documentario proprio su Mario Appignani detto Cavallo Pazzo.