Alla scoperta delle rovine di Monterano

di Redazione

A meno di 1 ora d’auto da Civitavecchia, a metà strada tra i monti della Tolfa ed il lago di Bracciano si trovano le Rovine dell’Antica Monterano, uno dei più suggestivi luoghi della Maremma Laziale. Si può raggiungere Canale Monterano percorrendo la SS1 Aurelia o la SS2 Cassia; è necessario seguire le indicazioni per Bracciano e proseguire lungo la SS 493 Braccianese. Dopo aver superato Manziana, ad un incrocio semaforizzato si gira a sinistra in direzione di Canale e si seguono le indicazioni stradali. Dal paese si scende sulla sinistra in direzione del Parcheggio Diosilla.

Immerse nel verde dell’omonima Riserva Naturale, le rovine di questa città perduta sono l’ideale per trascorrere una piacevole metà di Turismo di prossimità con tutta la famiglia. L’ingresso alle rovine è libero.

Inoltre la vicinanza con Roma e l’incredibile bellezza scenografica di questo luogo lo ha portato ad essere scelto più volte come set cinematografico per importanti film tra cui Ben-HurBrancaleone alle CrociateGuardie e Ladri ed Il marchese del Grillo.

Monterano ha origini etrusche e sorge  su una piccola altura di tufo. Dagli etruschi agli antichi romani, sono ancora visibili i resti un acquedotto,  la città cadrà in seguito sotto la dominazione longobarda e sarà drasticamente decimata.

Durante il Medioevo, invece, Monterano rinasce sotto la spinta del Vescovo e degli abitanti della vicina Forum Clodii che (VI secolo d.C.) stanchi delle continue scorribande germaniche, lasciano la propria terra e si trasferiscono proprio a Monterano costruendo nuove strade ma soprattutto delle solide mura difensive.

Nel 1300 d.C. è dapprima feudo degli Anguillara ed in seguito ducato di alcune famiglie papali tra cui gli Orsini e gli Altieri.

Tra le rovine è possibile ammirare monumenti appartenenti a diverse epoche storiche: dai sepolcreti etruschi posti alla base del colle al grande acquedotto romano, passando per il castello medioevale poi divenuto Palazzo baronale e per finire con il grande Convento di San Bonaventura di epoca rinascimentale.

Gian Lorenzo Bernini, incaricato dalla famiglia Altieri le della sistemazione del Palazzo Baronale, ebbe un’idea degna del suo gran genio creativo. Sfruttando le fondamenta rocciose su cui era posta la struttura, costruì alla base della scoscesa parete di sostegno una bellissima fontana che ben si incastonava sullo sfondo naturale formato dalle stesse fondamenta del palazzo.

Per completare l’opera, alla sommità della parete e proprio sopra la fontana, fece porre una statua raffigurante un leone nell’atto di scuotere con una zampa la roccia per farne uscire della purissima acqua.

Il sito è adatto anche per il trekking, sia a piedi che a cavallo,  con un sentiero ad anello di  circa 10,5 km,  12 con la visita dell’antica Monterano. Le indicazioni si trovano sul

posto.

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